Intestino

Capire l’asse intestino-cervello per calmare l’intestino irritabile

Tempo di lettura: 5 minuti

Indice

L’intestino è molto più sensibile allo stress di quanto possiamo pensare. Le persone che convivono con disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) sanno bene che momenti di ansia, preoccupazione o tensione possono amplificare sintomi gastrointestinali, come gonfiore, dolore, stipsi o diarrea.

Oggi, di questi aspetti si conosce molto di più, infatti sappiamo che intestino e cervello sono strettamente connessi da un sistema complesso e in costante comunicazione. Comprenderlo può aiutarci non solo a interpretare meglio i sintomi, ma anche a individuare strategie più efficaci per trovarne sollievo. All’interno dell’articolo cercheremo di esplorare questi aspetti.

Cos’è l’asse intestino-cervello?

Sentiamo sempre più parlare dell’asse intestino-cervello (gut-brain axis), una rete di comunicazione bidirezionale tra sistema nervoso centrale e tratto gastrointestinale. Si tratta di una comunicazione che funziona “in entrambe le direzioni”: il cervello può influenzare l’attività dell’intestino come motilità, secrezioni digestive e percezione del dolore intestinale e allo stesso tempo, l’intestino invia segnali al cervello attraverso nervi (come il nervo vago), ormoni e molecole immunitarie.

L’intestino come “secondo cervello”

L’intestino sente, è una frase che sicuramente vi sarà capitato di ascoltare, ma di fatto cosa significa?

L’intestino possiede un proprio sistema nervoso enterico, in grado di percepire stimoli, produrre neurotrasmettitori come la serotonina e influenzare le emozioni, reagendo immediatamente a stress e ansia tramite sintomi fisici.

La relazione tra intestino e cervello è mediata anche dal microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino e la cui composizione dipende fortemente dall’alimentazione. Negli ultimi anni infatti, si è affermato un nuovo paradigma nella fisiologia umana, quello per cui il microbiota intestinale non è solo un “ospite” passivo del nostro organismo ma un vero regolatore delle funzioni del nostro corpo, oltre che dell’intestino anche del cervello.

In questo sistema estremamente complesso, si instaura un sistema bidirezionale di comunicazione che coinvolge meccanismi neurali, ormonali e immunitari. Questo legame ha un impatto diretto oltre che sul sistema gastrointestinale anche sulle emozioni, sul comportamento e sulla salute mentale.

Come impatta lo stress in chi soffre di IBS?

La Sindrome dell’intestino irritabile, dall’inglese Irritable Bowel Syndrome (IBS), è una condizione che si manifesta con intensità diversa attraverso molteplici sintomi che comprendono dolore e fastidio addominale associati a gonfiore, diarrea e/o stipsi o entrambi i disturbi alternati. La sintomatologia varia molto da persona a persona, ma in generale influisce negativamente sulla qualità della vita.

Questa problematica, a lungo identificata con il termine di colite o colon irritabile, è oggi più precisamente definita Sindrome dell’intestino irritabile ad indicare un interessamento non solo del colon ma di tutto l’intestino.

L’IBS è un’esigenza diffusa nella popolazione italiana ed è più frequente nelle donne; le cause che portano all’IBS sono molteplici e non ancora completamente identificate. L’opinione condivisa dagli esperti è che si tratta di un disturbo multifattoriale in cui molte cause possono contribuire all’insorgenza dei sintomi, tra cui anche fattori psicologici non trascurabili quali ansia, stress e nervosismo. Anche un’alimentazione non corretta può essere alla base di questo tipo di problema.

Al di là della variabilità dei sintomi e delle cause individuali, alla base dell’IBS sembrerebbe esserci un’aumentata permeabilità della mucosa intestinale. Questa condizione potrebbe facilitare il contatto tra il sistema immunitario e sostanze normalmente presenti nel lume intestinale, contribuendo ad attivare una risposta infiammatoria di basso grado e a rendere l’intestino più sensibile agli stimoli.

Figura umana vista in stile raggi X in cui vengono messi in evidenza cervello e intestino, con delle frecce che suggeriscono il collegamento tra i due organi.

Tuttavia, è importante sottolineare che questo non rappresenta l’unico meccanismo coinvolto, ma uno dei possibili fattori che, insieme ad alterazioni della motilità intestinale, della sensibilità viscerale e dell’asse intestino-cervello, contribuiscono alla complessità dell’IBS.

Il ruolo dello stress

Lo stress è un fattore che può sicuramente determinare l’insorgenza dei sintomi in quanto attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), aumentando il rilascio di cortisolo e modificando diversi aspetti, quali la permeabilità intestinale, l’infiammazione e la composizione del microbiota.

Nell’insieme queste condizioni contribuiscono ad aumentare l’ipersensibilità viscerale amplificando la percezione agli stimoli e quindi al dolore, la sensazione di gonfiore e influenzare il transito intestinale, aumentandolo o rallentandolo.

Come capire se è IBS o semplice “mal di pancia da stress”

Non tutti i disturbi intestinali legati allo stress indicano IBS. Sicuramente il ruolo del medico è decisivo, mai affidarsi al fai da te.

Certamente alcuni sintomi possono indirizzarci nel comprendere se si tratta di IBS o di un singolo episodio di “mal di pancia da stress”: spesso i sintomi sono simili, crampi o dolore addominale, diarrea o stipsi e gonfiore.

Tuttavia, nell’IBS i sintomi sono cronici e ricorrenti e non si limitano a un episodio passeggero.

Calmare l’intestino partendo dalla mente

Se intestino e cervello comunicano continuamente, agire sulla mente può avere effetti concreti anche sull’intestino.

Diversi studi mostrano che tecniche di gestione dello stress possono migliorare i sintomi gastrointestinali attraverso la modulazione dell’asse intestino-cervello.

Ecco alcune pratiche semplici ma efficaci:

  • respirazione diaframmatica, capace di ridurre l’attivazione dello stress e stimolare il nervo vago;
  • meditazione e mindfulness, può aiutare a ridurre ansia e ipersensibilità viscerale;
  • attività fisica regolare, utile per migliorare sia il tono dell’umore sia la motilità intestinale;
  • routine regolari (sonno e pasti), stabilizzano i ritmi biologici e digestivi.

L’importanza di una visione sistemica

L’equilibrio intestinale non dipende da un solo fattore, ma da un insieme di elementi interconnessi.

Oltre alla gestione dello stress, è fondamentale considerare il benessere dell’intero organismo e per questo considerare anche altri aspetti:

  • alimentazione (varia ed equilibrata, ricca di fibre e nutrienti per il benessere del microbiota);
  • stile di vita;
  • qualità del sonno.

La ricerca dimostra che il microbiota è un nodo centrale di questo sistema e che la sua alterazione (disbiosi) può influenzare sia la salute intestinale sia quella mentale.

La complessità dell’IBS deriva quindi dall’interazione di molteplici fattori, tra cui le alterazioni della comunicazione lungo l’asse intestino‑cervello, la composizione del microbiota e l’integrità della mucosa intestinale.

In questo contesto, la mucosa rappresenta un elemento chiave: agisce come una barriera selettiva che regola il passaggio di nutrienti e protegge l’organismo da agenti potenzialmente dannosi, quali batteri, parassiti e tossine. Quando questa funzione barriera risulta alterata, può aumentare il contatto tra il contenuto intestinale e il sistema immunitario, contribuendo a mantenere uno stato di infiammazione di basso grado e ad amplificare la sensibilità intestinale.

Per questo motivo, oltre alla gestione dello stress e allo stile di vita, risulta importante anche supportare e proteggere la mucosa intestinale, intervenendo su uno dei meccanismi che contribuiscono al mantenimento dei sintomi.

Bibliografia

  • Cryan, J. F., O’Riordan, K. J., Cowan, C. S. M., Sandhu, K. V., Bastiaanssen, T. F. S., Boehme, M., Codagnone, M. G., Cussotto, S., Fulling, C., Golubeva, A. V., et al. (2019). The microbiota-gut-brain axis. Physiological Reviews, 99(4), 1877–2013.

 

  • Chen, M., Ruan, G., Chen, L., Ying, S., Li, G., Xu, F., & Chen, Z. (2022). Neurotransmitter and intestinal interactions: Focus on the microbiota-gut-brain axis in irritable bowel syndrome. Frontiers in Endocrinology, 13, 817100. https://doi.org/10.3389/fendo.2022.817100

 

  • Longo, et al. (2023).

 

  • Morys, J., Małecki, A., & Nowacka-Chmielewska, M. (2024). Stress and the gut-brain axis: An inflammatory perspective. Frontiers in Molecular Neuroscience, 17, 1415567. https://doi.org/10.3389/fnmol.2024.1415567

 

  • Parisio, C., Lucarini, E., Micheli, L., Toti, A., Di Cesare Mannelli, L., Antonini, G., Panizzi, E., Maidecchi, A., Giovagnoni, E., Lucci, J., et al. (2020). Researching new therapeutic approaches for abdominal visceral pain treatment: Preclinical effects of an assembled system of molecules of vegetal origin. Nutrients, 12(1), 22. https://doi.org/10.3390/nu12010022

 

  • Simpson, C. A., et al. (2022).

 

  • University of Michigan Health. (2025). Gut-brain axis and IBS.

Altri articoli da non perdere

Regolarità intestinale: come favorirla con un’azione delicata e naturale

Microbiota: alla scoperta dei batteri buoni che popolano il nostro intestino

Fibre per l’intestino: il segreto per la regolarità e il benessere del microbiota